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Fare il (essere un) crumiro

 


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urante uno sciopero generale un operaio,  non in linea con il sindacato promotore della protesta, fu avvicinato da uno dei  “protestatari” tra i piú facinorosi e fu invitato da questo ad appartarsi un attimo per una comunicazione “riservata” e della massima urgenza. Il crumiro si guardò bene dall’accettare l’invito del collega: aveva mangiato la foglia; aveva capito subito, cioè, che la comunicazione “riservata” sarebbe stata spiacevole per la sua... salute. Ma chi è questo ‘crumiro’? Come tutti sappiamo è la persona “ribelle” alle leggi dello sciopero; e perché si chiama cosí? Il termine, nell’accezione attuale, ci è giunto pari pari dalla cugina Francia. Nel 1881 i Crumiri (nome di una tribú di Bèrberi e di Arabi della parte occidentale della Tunisia) con le loro azioni piratesche contro le navi francesi dettero il pretesto alla Francia per occupare militarmente la Tunisia e liberarla da questa popolazione che era considerata la piú turbolenta e ribelle alle leggi. I Francesi ben presto cominciarono a chiamare crumiri anche i ribelli alle leggi dello sciopero.

Il termine, oltrepassate le Alpi, è giunto a noi con lo stesso significato: lavoratore non in linea con gli interessi della categoria. Fare il crumiro, quindi, comportarsi come i Crumiri ribelli a tutte le leggi.

 

 

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Dalla rubrica di lingua del Corriere della Sera in rete:

Barcamenarsi tra il colto e l’ inclita

Caro De Rienzo,

perché colto maschile e inclita femminile? Par condicio? Qual è l'origine di questa espressione di uso abbastanza comune?

Il verbo barcamenarsi lo si usa soltanto sulla terra ferma, anziché in marina. Come mai?

Grazie per la doppia attenzione.

(Firma)

Risposta del linguista:

  De Rienzo Martedì, 23 Marzo 2010 

La parola al Forum.

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Gentile Professore,

il perché di “inclita” e non (correttamente) “inclito” lo spiega Giulio Nascimbeni:

“Perché si dice «al colto e all' inclita» e non «al colto e all' inclito»? Perché uno al maschile e l' altro al femminile? La locuzione scherzosa, usata per esprimere una cosa risaputa da tutti, deriva dall' espressione con cui, nell' Ottocento, gli imbonitori da fiera si rivolgevano ai civili e ai militari che li ascoltavano: «Al colto pubblico e all' inclita guarnigione». L' aggettivo «inclito» significa «illustre, famoso». Lo usarono, tanto per citare qualche solenne esempio, Dante («inclita vita») nel venticinquesimo canto del Paradiso, il Leopardi all' inizio dell' «Inno ai Patriarchi» («E voi de' figli dolorosi il canto, / voi dell' umana prole incliti padri») e il Foscolo al verso 137 del carme «Dei Sepolcri» («Ma ove dorme il furor d' inclite gesta»).”

Quanto a barcamenarsi, non ci risulta che si usa solo sulla terraferma perché significa “sapersi destreggiare in qualunque occasione (e in qualunque luogo)”, sia in mare sia in terra, quindi. Il verbo è una similitudine presa dal rematore che sa menare (condurre) la barca tra mille difficoltà. E a proposito di terraferma, il suo plurale, di uso rarissimo, è terreferme perché è un nome composto di un sostantivo e di un aggettivo e i nomi cosí formati, nella forma plurale, cambiano entrambi.

 

 

 

Pubblicato il 24/3/2010 alle 0.2 nella rubrica Diario.

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