Blog: http://FaustoRaso.ilcannocchiale.it

L'emancipazione

 

L

’emarginazione - di cui abbiamo parlato ieri - ci ha fatto venire alla mente per assonanza, ma soprattutto per contrasto, l’emancipazione, che potremmo definire il suo contrario. Questa volta il termine è registrato da tutti i vocabolari in quanto è di chiara provenienza... latina. Alla voce in oggetto possiamo, infatti, leggere: “L’emancipare, secondo il diritto odierno e secondo il diritto romano e, in senso figurato, il sottrarsi da uno stato di soggezione e la condizione che cosí si raggiunge”. Il tutto, però, non è chiaro se non esaminiamo, con attenzione, il verbo dal quale il termine deriva: emancipare, appunto. L’emancipazione, quindi, è un deverbale, cioè un sostantivo “partorito” da un verbo. A questo punto diamo la “parola” a Ottorino Pianigiani, illustre glottologo, che sarà di gran lunga piú chiaro dell’autore di queste noterelle. Vediamo, dunque.
 

In senso figurato, per tanto, l’emancipazione è la liberazione da una soggezione di qualunque tipo: emancipare le donne, riconoscere loro, cioè, gli stessi diritti dell’uomo. L’emancipato, quindi, come dicevamo, non si può considerare il contrario dell’emarginato? O no!?

Pubblicato il 22/3/2010 alle 0.15 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web