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FaustoRaso
LA LINGUA ITALIANA


Diario


5 marzo 2010

"Inequo"! Perché no?

 


D

allo “Scioglilingua” del Corriere della Sera in rete:

inequo al posto di iniquo

Spesso al posto dell'aggettivo "iniquo" viene usato "inequo". Lo si può accettare?

(Firma)

Risposta dell’esperto:

  De Rienzo Giovedì, 04 Marzo 2010 

No.

------------------

“Inequo”, a nostro modesto avviso, si può accettare (non da incoraggiarne l'uso, comunque) anche se non è attestato nei vocabolari. Perché si può accettare? Perché è formato con il prefisso negativo“in” (non) e l’aggettivo “equo”: “non equo”, quindi... inequo. Si trova anche in alcuni libri:

Il principio di perfezione nel pensiero Dantesco?

Adriana Diomedi - 2005 - 177 pagine

Se inequo è il livello del dono divino, eque sono invece le aspettative morali,
evocate ad esaltazione della personalità federiciana e che al di là ...

Atti? - Pagina 669

Italy giunta per la inchiesta agraria e sulle condizioni della classe agric - 1881

Qui regge la mezzadria sovranamente, ed è piuttosto lodata come moralizzatrice.
Però il patto delle tasse fondiarie alla metà, è così inequo e vessatorio ...

Le capacità di scrittura negli esami di Stato: analisi delle prime prove ...? - Pagina 58

Mario Ambel, Patrizia Faudella - 2001 - 127 pagine

(Tema di carattere generale) "...il mondo d'oggi è inequo verso i deboli..." (
Tema di carattere generale) ...


* * *

 

Avere la coscienza come il cane di ser Corniola

 

Questo modo di dire - ormai desueto, per la verità - si ‘tira in ballo’ quando si vuole mettere in evidenza, ironicamente, il fatto che una persona vuole campare alle spalle degli altri. La locuzione è tratta da una novella (fiorentina?) che narra di un certo messer Corniola, poverissimo, la cui unica ricchezza era l’amore per il suo fidato cane. La miseria, però, costringeva i due a lunghissimi e sospirosi digiuni. La bestiola, per natura, “non ci stava” e la sera si intrufolava nelle case cercando di rubacchiare il cibo per sé e per il suo padrone. Questi - alla vista di tanto ben di Dio - non si chiedeva da dove provenisse tutto quello che metteva sotto i denti. La cosa si seppe in giro e tutti si meravigliarono della ‘coscienza’ del cane di ser Corniola tanto che ne fecero, appunto, il detto “avere la coscienza come il cane di ser Corniola”.


 

 

 

 

 

 

 




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(Giuseppe Giusti)



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