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FaustoRaso
LA LINGUA ITALIANA


Diario


5 marzo 2009

"In linea di massima"

 

Perché si dice “in linea di massima”?

 

Massima è il femminile di massimo, a sua volta superlativo di magnus, grande, e significa “regola generale” (forse è appunto un aggettivo sostantivato, con ellissi della parola “regola”). Ed ecco perché “in linea di massima” corrisponde esattamente all’espressione “in linea di principio”, dove anche “principio” significa “regola generale”. Dunque, per capire l’espressione bisogna scinderla in due. 1) “In linea di” e 2) “massima”. Linea, secondo lo Zingarelli (II-3, fig.) significa anche “modo di comportarsi, norma seguita, indirizzo di fondo di un’azione”. Dunque, nella sua totalità, l’espressione potrebbe essere così tradotta: “1) seguendo i principi 2) della regola generale”. Una frase come: “In linea di massima siamo benevoli con chi si scusa, ma deve pagare i danni”, significherebbe: “Di solito, ma non sempre,  siamo benevoli con chi si scusa, e dunque se lo perdoniamo dovrà dirci grazie: ma che non pensi di esimersi dal rifondere i danni.

 

Obietto ancora che, come ha detto qualcuno, “l’etimo sia l’intimo significato della parola”. Questo è ciò che si riteneva agli inizi degli studi etimologici ma in linguistica, per quanto ne so, è oggi universalmente accettato il principio che il “vero significato” di una parola è quello che le assegnano i parlanti nell’uso della lingua. Gêne, in francese significa “fastidio”, “imbarazzo”, e deriva da Gehenna, l’inferno biblico. Qui c’è un palese contrasto fra etimologia e significato attuale, ma è quest’ultimo, benché attenuatissimo rispetto all’etimo, l’unico legittimo.

 

Gianni Pardo (www.pardo.ilcannocchiale.it)

 

 

 

 

 




permalink | inviato da FaustoRaso il 5/3/2009 alle 10:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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