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FaustoRaso
LA LINGUA ITALIANA


Diario


25 marzo 2008

Ci hanno o c' hanno?

 

È

 corretto apostrofare il pronome personale “ci” davanti al verbo avere? Molto spesso mi capita di leggere, sulla stampa, frasi tipo “c’hanno detto che...”. Insomma, ci hanno o c’hanno? ci domanda un cortese lettore di Fiuggi. Nessuna legge grammaticale vieta di apostrofare la particella pronominale  “ci” e l’omonimo avverbio di luogo davanti a parole che cominciano con le vocali  “e” e  “i”: c’entra, ci invitò. Alcuni linguisti ammettono l’apostrofo anche davanti ad altre vocali. Ci sembra un uso scorretto e da condannare. L’elisione è corretta solo se, come dicevamo, la parola che segue la particella comincia con una “e” o una “i” al fine di conservare alla consonante “c” il suono palatale. Davanti alle altre vocali la “c” acquisterebbe un suono gutturale: ci approvò e non c’approvò; ci andrei e non c’andrei, ché si leggerebbero rispettivamente “capprovò” e  “candrei”. Per lo stesso motivo bisogna scrivere ci hanno e non c’hanno in quanto si leggerebbe “canno”.

 

                                                                         * * *

 

Partire per i monti della luna, vale a dire intraprendere un viaggio molto lungo verso un luogo favoloso ma molto difficile da raggiungere. Il modo di dire – forse poco conosciuto – si rifà a una ipotetica catena di monti che gli antichi geografi avevano stabilito essere al centro dell’Africa, vicino all’equatore e dalla quale ritenevano nascesse il fiume Nilo. La credenza popolare, inoltre, voleva che le sue viscere contenessero immense miniere d’oro e d’argento. C’è da dire, per la cronaca, che la convinzione che questi monti esistessero realmente perdurò fino alla metà del XIX secolo.




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