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FaustoRaso
LA LINGUA ITALIANA


Diario


13 febbraio 2008

La lingua dei giornali

 


Ci dispiace dover bastonare, di tanto in tanto, la carta stampata e no; ma i giornali entrando in tutte le case debbono diffondere la lingua corretta e ciò, purtroppo, molto spesso non avviene. Prendete il quotidiano “E Polis” di ieri, apritelo a pagina 40 e potete leggere “Risultati cercasi”. Quel ‘cercasi’ è tremendamente errato e va corretto in “cercansi” o “si cercano”. Perché? Perché si tratta di un “si passivante”, non di un “si impersonale”. È anche vero, però, che molto spesso i due  “si” si confondono e non è facile distinguerli. Vediamo, allora, di fare un po’ di chiarezza sforzandoci di essere... chiari.

Il “si impersonale”, lo dice la stessa parola, non ha una persona specifica che compie l’azione; la frase è priva del soggetto, o meglio, ha un soggetto indeterminato ed è rappresentato, per l’appunto, dal pronome personale seguito da un verbo di terza persona singolare: “si” parla francese; “si” dice che…; in quel locale “si” mangia bene. Il si impersonale, insomma, è facilmente “afferrabile” perché può essere sostituito con le voci “gente” o “uomo”: “si” parla inglese, vale a dire “la gente”, “l’uomo” parla inglese; “si dice che…, ossia “l’uomo” dice che…; in quel locale “si” mangia bene, ovverosia “la gente” dice che in quel locale si mangia bene. Ogni qual volta, insomma, che il “si” può essere cambiato in “uomo”, “gente” il verbo che lo segue deve essere necessariamente di terza persona singolare. Le forme più frequenti di “si impersonale” sono: si dice; si racconta; si sa, si crede; si pensa; si fa; si sta, eccetera. Da evitare l’uso toscano misto di forma personale e impersonale come, ad esempio, “si parte domani”; “si arriverà fra cinque giorni”.

Il “si passivante”, invece – ed è il caso di “cercasi” – è riconoscibile dal fatto che il “si” si può eliminare e le voci verbali che lo seguono possono essere accompagnate dal verbo “venire” rendendo, in tal modo, la frase passiva (si passivante, appunto): si cercano risultati (i risultati “vengono” cercati); si vendono appartamenti, gli appartamenti “vengono” venduti; “si” riparano orologi, gli orologi “vengono” riparati. Al contrario del “si impersonale”, inoltre, il “si passivante” ha il verbo alla terza persona singolare se il sostantivo a cui si riferisce è singolare, alla terza plurale se il sostantivo a cui si riferisce è plurale. In altri termini, la frase contenente il si passivante ha un soggetto ben definito che subisce l’azione espressa dal verbo. Il si passivante si riconosce, anche – cosa importantissima – perché è adoperato con i verbi transitivi, i soli che possono diventare, appunto, passivi. Qualcuno obietterà: cercasi allenatori (come di recente abbiamo letto anche su un quotidiano sportivo) perché il “si” può essere sostituito da “uomo”, “gente”. Cercasi allenatori – secondo costoro – equivarrebbe a “l’uomo cerca allenatori”; “la gente cerca allenatori”. Non c’è nulla di più capzioso di questo ragionamento: cercansi allenatori è e resta la sola forma corretta perché il “si”, come abbiamo testé visto non è impersonale ma passivante. Gli allenatori “vengono” cercati, subiscono, cioè, l’azione di “essere cercati”. Il verbo “venire”, in casi analoghi, è la prova del nove per il riconoscimento “ufficiale” del si passivante che, al contrario di quello impersonale, si usa, ripetiamo, anche con i verbi di terza persona plurale. Si parla tedesco. Provate a dire “si parlano” tedesco o, in questo locale “si mangiano” bene. Le frasi vi “suonano” corrette dal punto di vista grammaticale?

Annotazione finale: la particella pronominale “si” posta davanti alla terza persona singolare e plurale dei tempi semplici dei verbi di forma passiva, dà a questi ultimi il valore di tempi composti: si è sprecato troppo denaro, vale a dire “è stato sprecato” troppo denaro.

 

 

 

 

 






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