.
Annunci online

FaustoRaso
LA LINGUA ITALIANA


Diario


3 ottobre 2007

L'avverbio opinativo

 

Probabilmente molti amici “bloggisti” non hanno mai sentito parlare di questo genere d’avverbio, anche se, inconsapevolmente, lo adoperano nel parlare “di tutti i giorni”. Sono così chiamati quegli avverbi che hanno la funzione di esprimere un’opinione (da cui il nome, appunto) per mezzo di un’affermazione (“sì”), di un dubbio (“forse”), di una negazione (“non”, “no”). Molto importante è l’ “esercizio” svolto nel contesto del discorso da questo tipo di avverbi – “sì”, “forse”, “no” – che uniti a “già” e a “mai” acquisiscono molto spesso un valore olofrastico, vale a dire sostituiscono un’intera frase. Il termine olofrastico viene dal greco “hòlos” (tutto, intero) e “phrazo” (dichiaro) e significa, per l’appunto, “dichiaro per intero”, quindi “spiego”. Quando, per esempio, domandiamo ai nostri figli se hanno studiato e questi rispondono “sì”, la risposta, cioè il “sì”, equivale all’intera frase “abbiamo studiato”. Il “sì”, dunque, è olofrastico in quanto sostituisce l’intera frase. Ciò spiega come il loro uso assoluto – cioè da soli – abbia determinato la nascita di altri avverbi o locuzioni avverbiali che possono sostituirli, attenuarli, rafforzarli dando loro infinite sfumature. Vediamole. Per l’affermazione abbiamo: sì davvero; sì certamente; sì di certo; proprio sì; ma sì; appunto; per l’appunto; certamente; esatto; giusto; naturalmente; precisamente; proprio; proprio così; senza dubbio; sicuro e via dicendo. Per quanto riguarda la negazione, si hanno: no davvero; no di certo; assolutamente no; a nessun costo; proprio no; neanche; nemmeno; neppure; per nulla, nient’affatto, ecc. Per il dubbio, infine: forse forse; se mai; per avventura; probabilmente, forse che sì forse che no e via di seguito.

A questo punto è necessario soffermarsi un attimo (non un attimino, per carità) sull’avverbio opinativo “no” perché non sempre viene adoperato correttamente anche da coloro che “fanno la lingua”. Costoro, infatti, adoperano “non” quando la legge grammaticale stabilisce, invece, l’uso di “no”. “Non” e “no”, dunque, sono due avverbi di negazione con usi ben distinti: “no” è olofrastico, vale a dire – come abbiamo visto – che riassume in sé un’intera frase e si trova sempre in posizione accentata; “non”, invece, si adopera sempre come proclitico, cioè unito alla parola che segue. I soliti esempi renderanno tutto più chiaro. “Vieni al cinema o no?” ; “vieni o non vieni al cinema?” Nel primo caso il “no” è olofrastico perché sottintende (racchiude in sé) la frase “o non vieni?” ed è in posizione accentata; nel secondo caso, invece, il “non” è in posizione proclitica, vale a dire che per “reggersi” si deve appoggiare alla parola che segue. Riassumendo: mentre “no” si adopera assolutamente (da solo), “non” si appoggia sempre alla parola cui dà valore negativo e perde il proprio accento. Sbagliano coloro che dicono, per esempio, “vieni con me, o non?”; “amici e non”; “andrai o non a trovarlo?” In tutti questi casi (e simili) la grammatica stabilisce l’uso della forma tonica “no”: “vieni con me, o no?”; “amici e no”; “andrai o no a trovarlo?”. Questa regola è disattesa (per “snobismo linguistico”?) da tutti coloro che si piccano di “fare la lingua”; voi, amici, se amate la... lingua statene alla larga.






permalink | inviato da FaustoRaso il 3/10/2007 alle 1:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
sfoglia     settembre        novembre
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
La gogna
xxxxx

VAI A VEDERE

Dizionario di ortografia e di pronunzia
Coniugatore di verbi
Sinonimi e contrari
Dizionario di figure retoriche
Dizionario etimologico
Una frase per ogni occasione
Imparare la lingua giocando
Per i piccolini
Grammatica viva
Enciclopedie varie
Vocabolario "Treccani"
La "lingua" degli animali
Grammatica italiana
Gli abitanti di...
Il mestiere di scrivere
Dizionario informatico
Giornali italiani, esteri e siti utili
La poesia e lo spirito
Forestierismi "tradotti" in italiano
Vocabolario degli Accademici della Crusca
Impariamo l'italiano
"Cruscate", foro di discussione sulla lingua italiana
Proverbi (e modi di dire) italiani
Dizionario filosofico
Mitologia greca (dizionario)
Per una corretta dizione italiana




  "L'avere la lingua familiare sulle labbra non basta: senza accompagnarne, senza rettificarne l'uso con lo studio e con la ragione è come uno strumento che si è trovato in casa e che non si sa maneggiare".


(Giuseppe Giusti)



Autori: PICOZZA - RASO
Editore: GANGEMI

Volume vincitore alla III edizione del premio letterario nazionale "L'Intruso in Costa Smeralda"
------------------
Per quesiti cliccare, in alto,
su "Il mio profilo"
------------------

Le immagini sono prese dalla Rete, quindi di dominio pubblico. Se gli autori o i soggetti  sono contrari alla pubblicazione potranno scrivermi e  provvederò prontamente alla rimozione.

CERCA